A Sciambere: L'ambientalismo delle ricche signore annoiate e quello degli operosi selvaggi proletari | elbablog.com

A Sciambere: L’ambientalismo delle ricche signore annoiate e quello degli operosi selvaggi proletari

Qualcuno recentemente mi ha fatto leggere delle dissertazioni su tematiche ambientali messe in evidenza dall’attuale redazione del Corriere Elbano. Mi sembrerebbe quanto meno ingiusto, per non dire offensivo, definire il lavoro svolto dai responsabili isolani di Italia Nostra nei termini riportati . Si intravede innanzitutto una sorta di maschilismo nel definire l’Associazione come un gruppo di «ricche signore annoiate». Inoltre stona assai la classista contrapposizione fra l’ associazione definita proletaria e quella borghese o dei «ricchi salottieri» evidentemente incarnata da Italia Nostra.

Queste datate contrapposizioni non credo giovino a quella che dovrebbe essere una comune lotta in difesa dell’Ambiente. Alcuni suoi articoli sono stati recentemente ristampati grazie ad un benefattore privato e socio, quale Marcello Bargellini, proprio perché sono ancora di un’attualità sconcertante. Nei tempi più recenti, è stato grazie a tale associazione e alla determinazione di chi la rappresenta che è stata ripulita, rilanciata e attualmente gestita con cura la Villa Romana delle Grotte, svolti progetti e attività dedicate al nostro patrimonio culturale. Venendo al dunque e cioè ai beni architettonici dell’Isola oggettivamente trascurati e lasciati all’incuria mi rivolgerei invece a chi gestisce i non pochi soldi delle tasse d’imbarco.

In ogni caso mi sia concesso concludere che quando l’Isola era più povera c’era maggior rispetto da parte delle Amministrazioni e dei Cittadini per la Natura e per i suoi Beni.

Ivo Bandi

Caro Ivo solitamente evitiamo di riportare polemiche o commenti sui contenuti di articoli pubblicati da altre testate, ma, a parte la completa sintonia con le tue affermazioni, a questo «strappo alla regola», mi induce soprattutto la necessità di esprimere qualche considerazione personale. Concordo anche circa la corretta destinazione dei proventi del contributo di sbarco, per la quale basterebbe che i maggiorenti elbani applicassero la legge così come è stata concepita, e cioè soprattutto con fini di compensazione ambientale, e solo marginalmente per quella «promozione territoriale», che ha ingoiato invece la parte preponderante dei «piccioli» ricavati.

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