Clima 2.0 : L’ Antropocene siamo noi ( 2010- 2019)

Ci eravamo lasciati al duemilanove. L’ ultimo anno del triennio dedicato dalle Nazioni Unite al Pianeta Terra; primi anno della presidenza di Barak Obama. .
Nell’ ottobre del duemiladodici la Federazione Italiana Scienze della Terra organizza la prima edizione della Settimana del Pianeta Terra, allo scopo di promuovere e divulgare le conoscenze sui limiti , le fragilità e le bellezze de Il Bel Paese e del Mondo. Siamo giunti alla settima edizione e il Parco Nazionale, come noto, ha organizza fra il 16 e il 18 ottobre tre geoeventi : un seminario nella sede del Parco all’ Enfola, la visita al Museo mineralogico Luigi Celleri di San Piero, e la passeggiata da Chiessi-Pomonte sulle coti granitiche fino ai ruderi romanici di San Bartolomeo.

Il primo poiché non lo ha mai ratificato, il secondo poichè Donald Tramp, nel novembre del duemiladiciassette, dopo dieci mesi dal suo insedimento alla Casa Bianca ha onorato l’ impegno che si era assunto con i negazionisti climatici durante la sua campagna elettorale.
E arriviamo così a quel 20 agosto del duemiladiciotto, quando una ragazzina di quindici anni si sedette davanti al parlamento svedese mostrando un cartello « Sciopero per il clima». Tredici mesi dopo, il 23 settembre duemiladiciannove quella ragazzina durante il Summit sul clima delle Nazioni Unite a New York, ha parlato ai grandi del mondo e a tutti noi, elencando le criticità ecologiche e sociali del Pianeta e di fatto ricordando quello che nel milleottocentocinquantadue aveva detto il Capo Seattle al governo americano: « Ricordate che non abbiamo ereditato la Terra dai nostri padri , ma l’ abbiamo avuta in prestito dai nostri figli».
Forse è paragonabile solo a quella notte di Natale del millenovecentosessantotto quando per la prima volta vedemmo l’ immagine della Terra trasmessa dallo spazio: una piccola oasi di vita nel buio raggelante del Cosmo. Ciò che vedemmo in effetti lo sapevamo da tempo: Sapevamo che la Terra era un sistema termodinamico chiuso e in evoluzione , dotato di una quantità finita di risorse e una capacita limitata di assorbire i rifiuti. Ma quella « finezza» , come scrive Paolo Giordano « non era mai passata dal cervello al cuore. Non aveva intriso le coscienze. L’ umanità abitava in un Pianeta che sapeva limitato, ma di cui non ammetteva davvero il bordo comprensione ed incoscienza possono convivere in piena armonia, e molto a lungo, si può conoscere con esattezza la verità su qualcosa e al tempo stesso non crederci sul serio.»

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