Dissalatore, Damiani: "solo se non esistono altre chance di autonomia per l'Elba" | elbablog.com

Dissalatore, Damiani: “solo se non esistono altre chance di autonomia per l’Elba”

Dissalatore, Damiani: “solo se non esistono altre chance di autonomia per l’Elba”

«Prima di decidere di costruire un dissalatore occorreva valutare- dice- con opportuni studi, se le crisi idriche estive si sarebbero potute evitare con progetti basati su strategie idriche integrate. Occorre poi puntare sull’utilizzo massiccio, in edilizia, di tutti i sistemi disponibili per il risparmio e riuso della risorsa acqua. Si rischia di produrre acqua potabile in eccedenza in inverno ma non a sufficienza nel periodo estivo». Da molti anni il geologo afferma che «Non ci si può limitare solo ad estrarre dal sottosuolo nuova risorsa o a »produrla« col dissaltore.

I vari interventi da attuare, da me indicati, sono come i tasselli di un puzzle, che alla fine concorrono a darci il quadro completo per la probabile soluzione del problema della sete estiva elbana». Esistono dati on line forniti dall’Istat sulle perdite delle tubazioni, ad esempio sono il 61,6% nel comune di Porto Azzurro, 58,76% a Rio Marina e addirittura del 68,75% a Marciana Marina e il 77,97% a Rio nell’Elba. Sostituire l’intera rete dell’acquedotto avrebbe costi improponibili, ma prima o poi il problema dovrà essere affrontato, la perdita di acqua supera la produzione in molti casi. «Se perdurano le stagioni siccitose,-dice l’esperto- prelevare acqua dal sottosuolo in modo non sostenibile per l’equilibrio idrogeologico, potrebbe determinare seri problemi in termini di disponibilità idrica ad uso idro potabile, ma soprattutto peggiorare la qualità delle acque stesse, sino a renderle inutilizzabili nelle aree pianeggianti, anche per uso agricolo».

Gli impianti di dissalazione nel mondo hanno la capacità di produrre 95 milioni di metri cubici di acqua dolce al giorno A lanciare l’allarme è stato l’Istituto per l’acqua, l’ambiente e la salute dell’università delle Nazioni Unite. In definitiva Damiani fa capire che le scelte idriche fatte fino ad oggi, sono state insufficienti a tutelare la Perla del Tirreno e intanto da secoli l’acqua delle sorgenti, di ottima qualità, superiore a quella che arriva dalla Val di Cornia, finisce in mare.

Alessandro

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