Forte St. Cloud, risponde il Comune

I lavori di recupero della ex-centrale elettrica e della collina antistante, in prossimità del Forte Saint Cloud, hanno generato in alcuni cittadini grandi preoccupazioni. Si teme in particolare per la distruzione del Forte, delle tracce archeologiche di antichi insediamenti e di stravolgimenti dell’area oggetto dell’intervento.


Per comprendere cosa stia realmente accadendo è necessario fare un salto indietro di pochi secoli e leggere la storia e il paesaggio superstite senza pregiudizi e senza paure.
L’area che oggi è al centro della discussione sorgeva nelle immediate vicinanze, ma all’esterno, del Forte Saint Cloud, costruito i primi anni del 1800 per rafforzare il sistema difensivo di Portoferraio.
Dopo il periodo napoleonico, infatti, l’area fu attrezzata a saline, con zone di produzione e magazzini per lo stoccaggio del sale. Nel 1900 tutto il complesso demaniale delle ex saline, con i magazzini del sale e il Forte Saint Cloud fu messo all’asta e nel 1901 prese avvio la costruzione dell’insediamento siderurgico . Nel 1909 l’area degli Alti Forni di Portoferraio occupava 245.000 mq, compreso il Forte in parte abbattuto per far posto al grande pontile di caricamento.
L’area in questione, che era privata, è stata ceduta al Comune nell’ambito della convenzione relativa alla ristrutturazione della centrale ex enel e l’intervento attualmente in corso ha permesso di bonificare la collina che confina con il Forte Saint Cloud , rimuoverne i rifiuti e restituirla alla fruizione pubblica. Si tratta di un’area di circa 3.500 mq, che saranno messi in sicurezza con muri di contenimento. I movimenti terra sono stati seguiti da un’archeologa professionista.
L’intervento sulla collina ha permesso di indagare l’area, di fare trincee e approfondimenti volti proprio a verificare la presenza di tracce di frequentazione antica.

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