L’avifauna delle zone umide elbane Fotogalleria dei primi mesi del 2019 Avvistamenti nuovi ed ospiti già noti

L’avifauna delle zone umide elbane Fotogalleria dei primi mesi del 2019 Avvistamenti nuovi ed ospiti già noti

È tempo di fare un riepilogo dei principali avvistamenti faunistici nelle zone umide isolane, piccoli fazzoletti e ultime oasi di biodiversità che ogni anno offrono sorprese ed emozioni agli appassionati dell’osservazione e della fotografia naturalistica. Stiamo parlando fondamentalmente delle zone umide di San Giovanni, delle Prade, allo Schiopparello, nell’Elba centrale e di Mola, lungo la costa orientale, a cui si aggiunge una piccola area umida che rimane ancora nella piana campese nella zona della Foce. La zona umida salmastra di San Giovanni, già interessata dalle ex-saline portoferraiesi e oggi bacino legato all’omonimo stabilimento termale è uno specchio acqueo ben conosciuto agli amanti delle passeggiate e delle belle visioni della città medicea, ultimo frammento rimasto delle antiche saline che circondavano la rada, in gran parte coperte poi dalla loppa prodotta dall’attività siderurgica del XX secolo. L’antica area umida, caratterizzata dai bassi fondali, doveva essere ben nota ai migratori che un tempo frequentavano, ben più numerosi quei vasti luoghi luminosi e ricchi di nutrimento intorno a Portoferraio.

x-default

Una zona umida forse oggi meno nota ma non meno importante si trova in prossimità della Foce, nella vasta piana alluvionale di Marina di Campo, ultimo lembo di una palude probabilmente molto più ampia e poi bonificata per finalità agricole. Tra gli avvistamenti più interessanti di questa primavera bisogna ricordare l’ostrichiere o beccaccia di mare che a fine marzo scorso ha frequentato per alcuni giorni il bacino termale di San Giovanni. Il tre aprile invece era un gruppetto di cavalieri d’Italia a sostare presso la foce del piccolo corso d’acqua che si getta nella baia di Mola. La compagnia di leggiadri trampolieri aveva attirato allora l’attenzione di diversi fotografi che hanno così documentato gli animali.

Sempre a Mola invece due giorni dopo faceva la comparsa un piro piro cul bianco che si rifocillava sulla riva del medesimo corso d’acqua. Il 16 aprile erano almeno cinque garzette a fermarsi presso località la Foce, nella piana campese. Da ricordare che esemplari isolati di piro piro piccolo frequentano quell’ambiente anche nel periodo invernale. Qualche giorno dopo, nelle giornate di Pasqua e Pasquetta erano due esemplari di piro piro boschereccio e una elegante pantana a nutrirsi e riposarsi nella stessa zona.

Il tre maggio un gruppo di cinque aironi guardabuoi sostava presso la piccola isola presso la salina di San Giovanni tenendo compagnia ai più abituali airone e garzetta.

Alessandro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *