L’incredibile doppia vita di Viale Zambelli

Nessuno se lo sarebbe aspettato, ma quel tratto di strada a senso unico fra la rotonda di viale Elba e la rotonda dei «Gabbiani», denominato viale Zambelli, nell’arco della giornata cambia totalmente identità: la mattina si cura la «didattica» e, nel tardo pomeriggio fino a sera, l’agonistica.
Mi spiego meglio: tutte le mattine fra le sette e le otto, MA PROPRIO TUTTE, viale Zambelli diventa una vera e propria scuola guida per gli autisti degli enormi autoarticolati, che in retromarcia e ad angolo retto, devono entrare nello spazio a loro dedicato per scaricare materiale per il supermercato, con altissimo tasso di difficoltà e con l’ausilio dell’uomo a terra che urla suggerimenti.
Vista la manovra, veramente complicata, per far entrare in quello spazio quei bestioni, lo stress dell’autista aumenta perchè, nel frattempo, si forma una fila che, col passare del tempo, diventa sempre più lunga e impaziente per chi deve andare al porto: autobus di linea , camper compresi e auto, restano intrappolati e non possono procedere, né tornare indietro.
Non è colpa dei portoferraiesi, né di coloro che devono partire, se gli autoarticolati sono troppo grandi e lo spazio di manovra ristretto.


Ma è possibile che a nessuno venga in mente di intervenire ?

I cittadini «bubbolano» fra loro ma, come al solito, nessuno ci mette la faccia, esponendosi e protestando con nome e cognome.
Nel primo caso, quello degli autoarticolati, in attesa di una proposta e di una soluzione decente, immagino dovrebbero arrivare dei camion di dimensioni un po’ ridotte perchè bloccare un’arteria che va verso il porto non può essere una consuetudine quotidiana.

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